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Storia e riconoscimenti

Una storia secolare, il progresso e l'innovazione

 

 

 

Cantiere nautico sorto all'inizio del secolo scorso sulle rive del Piave, allora fiume navigabile di grande interesse commerciale.
 
Voluto con tutte le forze dal bisnonno degli attuali proprietari divenne ben presto punto di riferimento per tutti gli operatori del settore.
Trasferito nell'immediato ultimo dopo guerra lungo le rive della laguna di Venezia, sul canale Silone, si sviluppò seguendo le due grandi vie della tradizione e della tecnologia.

Collocato in un ambiente unico al mondo, a ridosso di Venezia e delle meravigliose isole della sua laguna.
Subito alle spalle di Jesolo, egli può essere utilizzato dagli utenti del mare anche come valido e comodo punto di assistenza e di manutenzione delle loro imbarcazioni, sia esse da lavoro o da diporto.
Il Cantiere è stato insignito, negli anni, di numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali:
 
  • - il premio "Premiazione del lavoro, del progresso economico e dell'innovazione" Edizione speciale Bicentenario 1806/2006
     
  • - il riconoscimento "Lavorazione Artistica del Legno" da parte della Commissione Regionale per l'Artigianato "Regione del Veneto" nel 26/05/2005.

 


 

 

Cenni Storici

Breve storia di Portegrandi

 

 

 

Storia e navigabilità:
 
La storia di Portegrandi è legata alla sua particolare posizione geografica, in quanto luogo di confine e di cerniera idraulica tra laguna e terraferma: un crocevia d'acque dolci e salse, stazione di importanti itinerari della navigazione interna e lagunare, frequentata dall’antichità, da ogni tipo di barca e di commerci.
 
La sua storia è da sempre, quindi, caratterizzata dalla navigazione tra fiumi della terraferma, lagune e mare, fino alle grandi imprese idrauliche con cui la Serenissima riorganizza e modifica profondamente gli assetti naturali, e l’intera rete idraulica del territorio.

Questa, a partire dal ‘500 quando sull’ultima ansa del Sile, all’imbocco del Silone, vi è un’osteria e pochi casoni, è la fase storica in cui Venezia introduce nuovi strumenti di governo e di riequilibrio tra acque dolci e acque salse, in funzione di due obbiettivi principali: la difesa della laguna dagli effetti delle torbide fluviali e quindi della funzione storica di Venezia porto lagunare e, contemporaneamente, la conservazione dei vitali ed antichissimi percorsi commerciali fluvio-lagunari come appunto era il Sile. 
 
 
 
 
Gli ultimi 500 anni di questa storia sono chiaramente significativi e documentati nella stessa toponomastica, storica ed attuale, della zona.

Bocha di Valle:
così si chiamava fino alla fine del Seicento la località oggi luogo della 'conca' e indicava l'ingresso delle acque del Sile nell'area lagunare di Torcello, importante ‘emporio’ in età romana, stazione lungo la via di navigazione endolagunare tra Ravenna e Aquileia, all’interno di un sistema di vie d’acqua che la integrava con le rotte marittime e con le vie fluviali.
 
Portegrandi:
le Porte Grandi del Sile, nella mappe antiche, indicano la grande (attuale) conca di Navigazione realizzata da Venezia allo scopo di mantenere, dopo la diversione del fiume a mare, la trafficatissima via di navigazione con Treviso e l'entroterra trevigiano. Il Sile costituisce infatti per Venezia una autentica autostrada, lungo la quale si svolge un intenso traffico di passeggeri e di merci che rifornisce la Città lagunare dei generi di prima necessità, provenienti dalla campagna, dalla collina e alla montagna veneta.
 
Portesine
Indica l'altra conca di navigazione, più piccola, tra la Fossetta ed il Sile dove confluivano le vie di navigazione minori ma comunque importanti tra Sile e Piave (la Fossetta, il Meolo, il Vallio). Già a partire dal XIII secolo In questa parte del territorio trevigiano erano importanti i possessi nobiliari e soprattutto di enti religiosi con sede nelle isole lagunari. Anche lungo questa strada scendono in laguna legna e generi alimentari. La Fossetta, con l’istituzione di un apposito ‘traghetto’ attivo 24 ore su 24, svolge per secoli anche una importante funzione di strada che portava a Venezia, attraverso il Sile , la diplomazia proveniente dall’Austria.
 
Taglio del Sile
Ovvero la diversione a mare del Sile: alveo artificiale, il cui escavo durato 10 anni fu terminato nel 1683, conduce le acque del fiume da Portegrandi entro l'alveo della Piave vecchia e da questa in mare. Tale provvedimento fu adottato da Venezia per impedire che le torbide del Sile interrassero, impaludassero, e rendessero malarica la laguna Nord, specialmente (come già era avvenuto) attorno a Torcello e le isole vicine. Questa parte della laguna del municipium romano di Altino, che fu celebrata da Vitruvio e Marziale come luogo di ‘incredibile salubrità’, era oramai invasa dall’acqua dolce, dal canneto e dalla malaria, aveva causato lo spopolamento di Torcello, la crisi e la chiusura di numerosi monasteri come quello di Sant’Arian.